Reano… o dell’Incanto dell’Arte Ritrovata.

Questa settimana Claudio, addentrandosi fin nella porzione più occidentale del territorio, “Girovagando. ..” fino a raggiungere il torinese, lungo il percorso segnato dal torrente Sangone, ci conduce alla scoperta della piccola, ma sorprendentemente ricca di tesori artistici, cittadina di Reano.

Cliccando sull’immagine si può accedere ad una più completa galleria fotografica.

La storia del paese è antichissima, risalendo con ogni probabilità all’epoca romana: dove oggi sorge, in posizione dominante rispetto al nucleo abitativo sottostante, il castello, allora era presente una fortificazione ospitante un sodalicium marmorarium, cioè un collegio di marmorari che vi risiedevano allo scopo di esplorare le numerose cave di marmo presenti nelle alture vicine.

Museo diffuso di Reano, comune iscritto nel novero dell’ Enostrada Reale dei vini piemontesi.

Come in tanti altri casi simili di cui la storia, specialmente per quel che riguarda i territori di confine, è costellata fra il medioevo ed i secoli successivi, anche Reano vide susseguirsi un flusso di Signori che ne ebbero alternativamente il dominio fino al 1581, anno in cui Carlo Emanuele I concesse l’intero feudo a Ludovico Dal Pozzo, la cui famiglia da allora riuscì a tenerne saldamente il possesso fino al 1876, allorché i beni dei Dal Pozzo confluirono nei possedimenti di casa Savoia.

Oltre al Castello, non visitabile in quanto proprietà privata, Reano vanta la presenza di diversi edifici di rilevanza storico artistica. Fra questi ricordiamo La Chiesa Parrocchiale di San Giorgio, di stile gotico-normanno, eretta nel 1852, su un poggio che domina il paese, per volontà del Principe Carlo Emanuele dal Pozzo, sulle rovine della precedente chiesa medioevale e dedicata a San Giorgio Martire, Santo patrono di Reano; la Cappella della Madonna della Pietà, la chiesa di San Rocco, e l’edificio scolastico adiacente alla cappella, fondato dalla famiglia Dal Pozzo della Cisterna e nato come scuola femminile a cui la principessa Maria Vittoria nel 1867, volle aggiungere un asilo infantile per i bimbi di Reano.

La storia che oggi “Terra… e Parole” vuole raccontarvi non è solo quella del grazioso centro di una valle alpina, rinomata per i suoi prodotti tipici, quanto quella di una volontà, di una passione, espressione dell’amore per il territorio, che sostiene i suoi abitanti nella loro disponibilità al raccontarne le meraviglie artistiche custodite, trascinati dall’entusiasmo e dalla tenacia organizzativa di Giuseppe Morra, assessore alla cultura del Comune di Reano e dell’Unione dei Comuni Montani Val Sangone.

Claudio in Compagnia di Andrea Carnino, aviglianese, classe 1988, laureato in economia ma con una grande passione per la storia, le famiglie nobiliari ed il giornalismo.

Ogni ultima domenica del mese, il Museo Civico della Cappella della Madonna della Pietà apre gratuitamente al pubblico grazie all’intervento di un gruppo di volontari competenti ed appassionati: Laura di MuroGisella FavroElsa PiccoAnna Maria MartinassoElena CantoreVanna Torta Andrea Carnino, tutti membri che fanno parte dell’Associazione Culturale Principi dal Pozzo della Cisterna, presieduti da Arabella Cifani e che su mandato del Comune si occupano della struttura e dell’accoglienza dei visitatori.

Ma andiamo a scoprire più da vicino il tesoro celato all’interno del museo, iniziando a scoprire la storia dell’edificio stesso.

La cappella, nel suo nucleo originario nasce da una costruzione sorta intorno ad un preesistente pilone votivo, divenuto meta devozionale a seguito di una leggenda, nella quale si narra di un fatto miracoloso che dovrebbe essere accaduto nel corso del XVI secolo, allorché un bambino, dopo aver per gioco scagliato una pietra contro l’immagine della Madonna, ne avrebbe provocato il sanguinamento.

Sul pilone ancora oggi è possibile ammirare l’affresco raffigurante la Madonna con in grembo il Cristo morto, realizzato nel 1523 da Jacobino Longo.

La piccola chiesa fu fatta restaurare verso la metà del 1800 dal principe Carlo Emanuele dal Pozzo della Cisterna, arrivando ad ad assumere l’attuale aspetto di impronta neoclassica.

Al piano terreno

un’arca marmorea adornata da due statue di angeli in marmo bianco, opera unica al mondo di Vicenzo Vela, custodisce le salme dei principi. Qui risposano Carlo Emanuele dal Pozzo, la moglie Louise de Mérode e la secondogenita Giuseppina Antonia. Il sepolcreto è sovrastato dallo scudo recante l’arme dei dal Pozzo della Cisterna. La coppia di angeli custodisce e protegge le salme.
Lungo il lato destro un monumentino a bassorilievo eseguito nel 1828 da Giovanni Maria Benzoni, con evidenti influssi del Canova è dedicato alla memoria di Barbara, sorella di Carlo Emanuele dal Pozzo, che qui riposa. L’opera, una nicchia di bianchissimo marmo di Carrara, rappresenta un angelo con una lunga tromba in mano
.

Andrea Carnino, Historia Regni

Ma la vera sorpresa del museo, che lo rende un’unicità di incredibile preziosità, è legata alla vicenda delle tele toscane in esso custodite, un patrimonio artistico che ha suscitato l’interesse di realtà istituzionali culturali di rilevanza internazionale, quali il British Museum di Londra, il Museo del Louvre di Parigi e la Galleria degli Uffizi di Firenze.

La storia dei dipinti, ancora una volta, è legata a doppio filo con quella dei signori della città, la nobile famiglia dei Dal Pozzo dalla Cisterna.

In realtà in origine i dipinti dovevano essere otto, facenti parte di una commissione del banchiere fiorentino Alessandro degli Acciaiuoli per la sua tenuta di Pietrafitta San Gimignano.

Questi sul finire del ‘500 fece realizzare dall’architetto Bernardo Buontalenti una cappella nella tenuta, e per arredarla sappiamo che commissionò agli allievi del Bronzino otto imponenti tele rappresentanti figure femminili riconducibili ad altrettante donne della famiglia.
Alessandro degli Acciaiuoli, a seguito di un rovescio economico, si vide costretto a liquidare i propri beni, che furono acquistati da Carlo Antonio dal Pozzoarcivescovo di Pisa, che divenne quindi proprietario fra le altre cose, anche dei dipinti, ereditati, alla sua morte, dal nipote Amedeo, figlio di Ludovico, il quale nel 1581 ottenne l’intera proprietà del castello e del feudo di Reano.
Bisogna attendere la fine del XVIII secolo affinché i dipinti giungano prima a Torino, e quindi, alla metà del 1800, quando furono trasferiti presso il castello di Reano; successivamente quattro tele furono donate alla Chiesa di San Giorgio Martire e tre alla Cappella della Madonna della Pietà, mentre purtroppo uno andò perduto.
I quadri sono stati riscoperti nel 1996 da Arabella Cifani e Franco Monetti, critici e storici dell’arte. 

Come abbiamo potuto sentire dal diretto racconto che Andrea Carnino ha fatto a Claudio nel corso del video, nell’area presbiteriale si possono ammirare le riproduzioni fotografiche su tela dei quattro dipinti ad oggi custoditi nella chiesa parrocchiale: la “Nascita della Vergine Maria”, di Giovanni Maria Butteri, il “Matrimonio di Maria”, di Giovanni Battista Bizelli, la “Visitazione” e l’”Annunciazione”, entrambe di Lorenzo Vaiani detto lo “Sciorina”.

Una storia di quelle belle da raccontare. Ce non parliamo solo di quella avventurosa delle tele e delle loro vicissitudini, ma in special modo, facciamo riferimento a quella di un paese e dei suoi abitanti, che decidono caparbiamente di scommettere sulla cultura, sull’arte, arrivando all’inaugurazione, nel 2014, di questo piccolo ma stupefacente museo. Il progetto è stato affidato a Maria Pia De Bianco, architetto torinese di ampia esperienza nella progettazione di musei ed allestimenti museografici.

Al piano superiore, dove il video è stato registrato, si può invece ammirare da vicino lo splendore dei tre originali: l’ “Incoronazione di Maria”, olio su tela di Alessandro Allori detto il “Bronzino”, che campeggia alle spalle di Andrà, la “Presentazione di Maria al tempio”, olio su tela di Giovanni Maria Butteri e la “Dormitio Virginis”, olio su tela di Giovanni Battista Naldini.

L’ “Incoronazione di Maria”, olio su tela di Alessandro Allori detto il “Bronzino”, è stata eseguita nel 1585 e si tratterebbe del prototipo di un dipinto che l’artista ha realizzato nel tempo con più varianti; tra queste l’Incoronazione nella Cappella Niccolini della Basilica di Santa Croce a Firenze e quella nella Chiesa di Santa Maria degli Angeli, sempre nel capoluogo toscano.
E’ raffigurato Cristo che incorona la Vergine con un prezioso serto aureo tempestato di gemme. La Madonna stringe al petto un grande giglio ed è circondata da angioletti in festa con mazzolini di fiori. In alto si libra la colomba che rappresenta lo Spirito Santo. In basso San Giovanni Battista ed un santo evangelista proteggono otto personaggi. Tra questi si riconosce, sulla destra della scena, Alessandro degli Acciaioli insieme alla moglie Caterina Capponi e la figlia Costanza.
Di questo dipinto esiste uno studio preparatorio nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi di Firenze.
Andrea Carnino, Historia Regni

Non vogliamo svelarvi troppo sullo splendido ciclo pittorico di Pietrafitta, per lasciarvi il giusto gusto della scoperta, nel momento in cui vi ci troverete di fronte di persona, nella speranza che questa fuggevole incursione invogli il lettore a seguire la traccia segnata da Claudio, fino alla Val Sangone, fino a Reano e alle preziose tele, testimoni silenziose delle vicende di una famiglia e del suo dominio.

Tante altre storie ci sarebbero da raccontare, che parlano di un antico legame del paese con la vite e l’uva, che profumano di bosco, funghi e bacche, dolci come il miele e i tipici “sorrisi“.

Per oggi ci congediamo, sebbene a malincuore, dalle tele e dai loro colori, e salutiamo Andrea e gli altri volontari, negli occhi ancora la luce dei dipinti e nel cuore la promessa di un ritorno…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: