L’Arte del vino nelle botti dipinte di Castiglione Falletto

Girovagando…” in direzione dell’estremo lembo nord occidentale del territorio della Langa, si finirà con l’immergersi, esattamente come ha fatto oggi Claudio, nel cuore pulsante di quell’area dal paesaggio così caratteristico, la cui bellezza, frutto dell’interazione fra natura e lavoro umano, ha contribuito all’inserimento nel novero dei beni patrimonio UNESCO, determinata dalla monocoltura prevalente della vite, organizzata secondo disegni geometrici che regalano l’emozione di un quadro astratto che muta ad ogni curva del percorso.

Un paesaggio per altro tipicamente contraddistinto dall’alternanza fra vigneti ordinati e piccoli e meno piccoli borghi arroccati o distesi sulla sommità dei colli, un profilo familiare per chi ama percorrere questo nostro territorio, dai quali svettano facilmente campanili, torri o le figure possenti di castelli di ogni epoca, specialmente medioevali.

cliccando sull’immagine si può accedere ad una prima galleria fotografica, dove si possono ammirare i paesaggi della Langa del Barolo, alcuni scorci delle bellezze architettoniche del paese, conoscere più da vicino i protagonisti di questa giornata, gli artisti e le loro opere.

Fra questi borghi annoveriamo anche la meta odierna di Claudio, un paese dalle antiche origini, presumibilmente romane, ma affermatosi nel Medioevo come centro marchionale e poi passato, nei secoli, sotto la proprietà di diverse famiglie nobiliari, anche se probabilmente quella più conosciuta è quella che è associata al nome stesso del borgo: Castiglione Falletto.

Ma non è l’imponente complesso architettonico del Castello, e neppure la chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, di impianto romanico ma restaurata verso fine Ottocento secondo il gusto Neogotico, ad attirare oggi in zona Claudio, sempre alla ricerca di qualcosa di particolare da suggerire a chi ci segue.

La ripresa, sebbene con tutte le cautele e precauzioni del caso, di tutta una serie di manifestazioni, che profumano di normalità dopo questi mesi incerti, ci consente di presenziare all’inaugurazione di una particolare attrattiva artistica che da oggi costituirà un incentivo in più, a soffermarsi per le vie di Castiglione Falletto: infatti oggi, dopo mesi di progettazioni e organizzazione meticolosa, diviene realtà la prima strada delle botti dipinte.

Barriques Paintings’ Street nasce dalla sinergia fra gli artisti dell’associazione di volontariato culturale Art & Wine Club e l’amministrazione comunale di Castiglione Falletto.

cliccando sull’immagine si può accedere ad una prima galleria fotografica, dove si possono ammirare i paesaggi della Langa del Barolo, alcuni scorci delle bellezze architettoniche del paese, conoscere più da vicino i protagonisti di questa giornata, gli artisti e le loro opere.

Tutto inizia, come spunto creativo, dal vino che regna incontrastato in questa zona, il Barolo, e dall’idea di intervenire artisticamente sulla barrique, il contenitore di legno di rovere di dimensione contenute, utilizzato per l’affinamento dei vini, protagonista per altro in tempi passati di una vivace querelle fra i tradizionalisti produttori legati alle botti di grandi dimensioni e gli innovatori, rivolti a questo diverso formato.

È il grande vino italiano per eccellenza, ottenuto da uve Nebbiolo in purezza. Nasce nel cuore delle colline di Langa, a pochi chilometri a sud della città di Alba, nel territorio di 11 Comuni che si inseguono in un suggestivo itinerario di colline, cesellate dalla mano esperta dell’uomo e sorvegliate da imponenti castelli medioevali, fra cui proprio quello di Barolo, che ha dato il nome al vino oggi celebre in tutto il mondo.
Il Barolo nasce grazie alla caparbietà di Camillo Benso Conte di Cavour e di Giulia Colbert Falletti, ultima marchesa di Barolo, si cominciò a produrre, a metà dell’Ottocento, un vino eccezionalmente ricco e armonioso, destinato a diventare l’ambasciatore del Piemonte dei Savoia nelle corti di tutta Europa.

Dallo stretto legame fra le caratteristiche intrinseche del vino e i gusti nobiliari del XIX secolo è nato il detto “il re dei vini, il vino dei re”. Deve invecchiare almeno tre anni, oltre ai due mesi successivi alla vendemmia, di cui uno e mezzo in legno di rovere, e solo dopo cinque può fregiarsi della “Riserva”.
Ha colore granato pieno e intenso, profumo al contempo fruttato e speziato; sia al naso, sia in bocca ricorda i piccoli frutti rossi, le ciliegie sotto spirito e la confettura, ma regala anche suggestioni di rosa e viola appassita, cannella e pepe, noce moscata, vaniglia e talvolta liquirizia, cacao, tabacco e cuoio.

Immagine dell’area di diffusione del Barolo e relative citazioni su cenni storici e caratteristiche sono riportate dal sito istituzionale del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani

Cediamo quindi ora la parola a Claudio e al primo momento video di questo reportage per “Terra… e Parole“, nel quale ci farà incontrare Fabio Carisio, grazie al cui intervento scopriremo qualcosa di più sull’iniziativa ed in merito ad i suoi protagonisti.

Fabio Carisio, critico d’arte, curatore di mostre, fondatore dell’associazione di volontariato culturale Art & Wine Club, stumento operativo con il quale si prefigge, insieme agli associati, la promozione degli artisti italiani attraverso l’organizzazione di eventi culturali che celebrino il connubio fra arte e vino.

Una collaborazione che ha fra gli attori protagonisti anche l’amministrazione comunale, che ha fin da subito dato il suo sostegno all’idea di Carisio, sposata per la sua bellezza oltre che per la volontà di rendere il borgo ancora più particolare al fine di distinguersi grazie all’approccio artistico e dare maggiore colore al centro storico.

Concetti bene espressi dal sindaco Paolo Borgogno, e che abbiamo il piacere di ascoltare in prima persona in questo secondo momento video, intervistato da Claudio, prorio accanto ad una delle barriques prossime all’inaugurazione.

un ringraziamento di non secondaria importanza va ai vari produttori che generosamente hanno donato le preziose barriques, che provengono dalle cantine Azelia, Livia Fontana, Monchiero e Gigi Rosso

Un’amministrazione culturale comunque da sempre sensibile all’arte, alla sua promozione, pronta alla collaborazione: già da diversi anni infatti la recentemente restaurata chiesa di Sant’Anna è sede delle esposizioni di arte dell’associazione Art & Wine. Attualmente, come avrete sicuramente notato sfogliando le gallerie fotografiche dell'”Andando…”, è in corso l’esposizione delle opere degli artisti che hanno realizzato le varie botti dipinte.

il Sindaco di Castiglione Paolo Borgogno, al centro dell’immagine, brinda insieme agli artisti di Art & Wine Club e all’ideatore Fabio Giuseppe Carlo Carisio nella Barrques Paintings’ Street : Osvaldo Mascarello, Filippo Pinsoglio, Antonella Tavella, Ezio Ferraris.

Andiamo dunque ora alla scoperta dei singoli artisti e delle loro opere.

L’idea, declinata in questa forma particolare, è l’evoluzione di un percorso creativo che due artisti dell’associazione, Osvaldo Mascarello e Antonella Tavella, avevano già in parte iniziato a segnare: attivi da tempo nella Langa del Barolo infatti avevano già avuto modo di cimentarsi in simili connubi fra arte pittorica e arte e cultura del vino.

Osvaldo Mascarello

Da sempre celebra i paesaggi vitivinicoli della Langa che gli ha dato i natali, e dove da qualche anno è finalmente tornato. Un artista viaggiatore, dall’evoluzione creativa variegata, legata in special modo alle suggestioni delle sue “ombre”. Un po’ come da dietro un obiettivo fotografico, un po’ come l’uomo platonico incatenato nella caverna, anche lo spettatore vede stagliarsi delle figure, delle silhouette. La pittura su botti rotanti, che permettono quindi allo spettatore comunque di immergersi nel racconto in un continuum spaziale e narrativo, e ribattezzato da Carisio come Ciclopittura, è una tappa successiva a quella della Scultopittura, della quale alcuni esempi si possono trovare in mostra all’esposizione nella chiesa di Sant’Anna: dal fondo della tela aggregazioni materiche sembrano prendere vita dalla pittura stessa che si trasforma in corpo, a dare spessore all’anima del dipinto.

Antonella Tavella

Le barriques decorate dalla pittura di Antonella Tavella si trasformano in contenitori dove il sogno e la poesia sembrano trovare riposo, in attesa che l’occhio del passante li risvegli e li catturi, per poi farsi trascinare nei suoi affascinanti paesaggi, dove spesso predomina la neve fra le vigne, ed il silenzio ovattato che promanano avvolge lo spettatore, che rapito finisce con l’assaporare una stilla di felicità.

L’amico Filippo Pinsoglio è ormai, per i nostri lettori, personaggio noto, avendolo incontrato una prima volta in occasione della sua nomina come Maestro del Palio di Asti, e più recentemente in occasione della sua mostra personale su Pinocchio in mostra al castello di Roddi.

Anche per la sua barrique, ritorna uno scanzonato omaggio al burattino tanto amato da grandi e piccini, raffigurato in alcune scene saliente, ed evidentemente, a giudicare dal naso che dalla botte si allunga sornione, colto in flagrante mente racconta una delle sue tante bugie.

Ezio Ferraris

Anche il percorso artistico di Ezio Ferraris è da sempre rivolto al mondo del vino e della vigna: dai materici naturali, sculture ottenute componendo tralci e radici provenienti dai filari, fino alla pittura sensoriale, ottenuta con l’inclusione di prodotti, come il tartufo, dalle caratteristiche note aromatiche, passando per la pittura realizzata con l’utlizzo di verderame e zolfo, vinaccioli, vinaccia, terra e altri materiali legati al mondo vitivinicolo.

Nelle sue barriques ritornano questi elementi naturali, che ritrovano una seconda vita, metamorfizzandosi, senza neppure troppo intervento da parte dell’artista, la cui funzione diviene quella di mediatore fra l’elemento e lo spettatore, indicando una via interpretativa, invitandoci ad osservare e creare in noi la giusta dimensione per comprendere il messaggio ed integrarci in esso.

Anche per oggi il tempo a nostra disposizione volge al termine, il ritorno a casa è sempre più prossimo.

Sulla via del ritorno, l’occhio cade anche sui vari locali, dove timidamente, ed in osservanza delle norme, comunque la gente incomincia a riprendere dei ritmi di vita più conviviali.

Ecco allora suoni di calici che si sfiorano, con gustosi assaggi di vini, probabilmente provenienti dal nutrito assortimento di etichette di produttori locali della Cantina Comunale .

Per tacere, come si potrà immaginare, dei profumi che fuoriescono dalle cucine dei tanti locali che si trovano lungo il percorso, come Le torri, La Locanda del centro, o La terrazza di Renza, rinomata non solo per il menù amato da tutti gli entusiasti che giungono fino qui, ma soprattutto per la vista mozzafiato che proprio dalla terrazza che dà il nome al ristorante, si può godere sulle colline circostanti.

Un luogo dove poter assaporare i piatti tipici del territorio preparati da mamma Renza con grande cura e rispetto della tradizione langarola, accompagnati da un’eccellente selezione di vini.

Prima di accomiatarci del tutto, Claudio ci regala un ultimo momento di colore e profumi, cedendo la parola agli artisti, per un saluto e qualche breve considerazione sulla giornata, e per un ultimo brindisi, con un calice, naturalmente, di Barolo.

Quattro chiacchiere con gli artisti protagonisti della realizzazione delle barrique dipinte

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